Questa sezione raccoglie lavori di Sirio Musso che vanno oltre il semplice disegno a penna: collage celebrativi, bozzetti per sculture, studi cromatici su carta riciclata e piccole “visioni” annotate direttamente sul foglio. Alcune opere sono compiute e firmate, altre rimangono progetti incompiuti o appunti rapidi nati durante viaggi e commissioni. Insieme restituiscono l’ampiezza di linguaggi sperimentata dall’artista – dal tratteggio meticoloso al gesto pittorico materico – e mostrano come l’idea potesse evolvere da schizzo a oggetto tridimensionale o restare, volutamente, nella dimensione dell’ipotesi.
Tavolo dipinto — Sirio Musso (1956)




Tavolino ovale dipinto e firmato da Sirio Musso, esposto alla mostra Una serie di tavoli (Frangi, Milano, 1956) insieme a Dova e Verga.
Sottobicchieri “Cadavere Squisito” – Musso, Mirko, Dova, Cagli

Striscia di quattro sottobicchieri realizzati con la tecnica del Cadavere Squisito: Sirio Musso (uno dei quattro) insieme a Mirko, Gianni Dova e Corrado Cagli intervengono a turno sul supporto senza vedere (o vedendo solo in parte) quanto fatto dagli altri, componendo un’unica figura/serie di figure per addizione.
Maggiori informazioni sulla tecnica del Cadavere Squisito:
Gioco collaborativo inventato dai surrealisti (Parigi, anni ’20) in cui più persone compongono un’unica opera senza conoscere interamente ciò che hanno fatto gli altri. Il nome nasce dalla frase casuale apparsa in una delle prime sessioni: «Le cadavre exquis boira le vin nouveau».
Ballerina tipografica

Davanti a una sagoma casuale vista in tipografia, Sirio Musso raccoglie alcuni scarti di lavorazione in metallo e li assembla fino a far emergere, per pura intuizione, la figura di una ballerina in passo sospeso. Il gesto è rapido e poetico: il materiale tecnico e industriale diventa corpo, movimento, teatro. Un piccolo manifesto del suo sguardo capace di trasformare ciò che è “di servizio” in immagine.
Incisa sulla gonna della ballerina, la firma “Sirio ’59”
Uomo-televisore

Collage e fotografia (1970 ca.). Creato per festeggiare l’acquisto del primo televisore di casa: schermini di dimensioni diverse compongono un corpo umanoide, con l’occhio al centro a suggerire lo sguardo “totale” del nuovo mezzo.
Bozzetti per il ritratto di Gianni Moneta

Due studi preparatori di Sirio Musso per il ritratto dell’editore Gianni Moneta. Il primo foglio, impostato su una fitta griglia, definisce i volumi del volto entro un ovato e introduce lo sfondo di “cubi-lettera”; il secondo, più ampio, simula la cornice ovale e sviluppa il motivo tipografico che avvolge la figura, con un piccolo still-life in basso. L’opera definitiva è oggi conservata presso la famiglia Moneta.
ELDA – Isola sospesa

Studio incompiuto a penna e matita colorata: zolla di terra galleggiante ricoperta di vegetazione; le radici a vista richiamano l’idea di un legame in attesa di essere reciso o ristabilito.
Swing di gommapiuma

Pennarello e matita: golfista formato da tasselli puntinati simili alla texture di una pallina; tono ironico sul gesto sportivo e sulla modularità del corpo.
Ballerina fra le quinte

Inchiostro nero: figura in tutu appuntita contro un sipario che “gocciola” verso il basso, creando un contrasto fra leggerezza del movimento e precarietà della scena.
Appunto western

Schizzo a penna su cartoncino ocra: cavaliere stilizzato in un paesaggio desertico definito da pochi segni vorticosi – esempio di nota rapida dal vero.
Cerchio sull’orizzonte

Bozzetto a pennarello: grande anello metallico piantato in una fascia di mare e cielo; studio per una possibile scultura monumentale.
Figura bruna – serie “Corpi in tensione”

Tempera seppia: corpo umano frammentato, modellato da dense campiture; i volumi emergono come bassorilievi.
Figura rossa – serie “Corpi in tensione”

Variante monocroma in rosso carminio: la medesima ricerca plastica resa vibrante dal colore saturo.
Diavolo di parole

Calligramma a pennarello: sagoma di un diavolo composto da parole in diverse lingue; il testo diventa volume e superficie pittorica.
Dito fumetto

Linea unica su fondo crema: vignetta sospesa su un dito, esempio di minimalismo concentrato sul gesto.
Finestra con ditale

Inchiostro e matita: un ditale appoggiato sul davanzale, incorniciato da un pergolato; memoria visiva racchiusa in un quadrato naturale.
Albero sezionato

Penna e pennarello: la chioma divisa da un asse verticale mostra due stagioni opposte, riflessione sul ciclo vita–morte.
Autoritratto con maschere

Tre versioni del volto dell’artista: a sinistra un autoritratto frontale con tavolozza e pennello; a destra il viso si “sfoglia” in strati come una maschera smontata. Sul panciotto compaiono cammei con miniature del volto, eco infinita dell’identità. Toni bruni, luce teatrale, ironia autocritica.
Omaggio a Salvador Dalí

Grande collage/dipinto: un ritratto di Dalí occupa la parte sinistra; cornici dentro cornici, striscia di fotogrammi, una sfera “lunare” con lente/monocolo e un piccolo quadro di Dalí tenuto in mano. Struttura a montaggio, affetto e citazione diretta.
Figura-burattino con uccello

Creatura scenica dai colori vivi: braccia e gambe come aste articolate, ampia gonna-ventaglio, volto da maschera e un uccello posato sul petto. Sullo sfondo texture grafiche e velature orizzontali. Sapore teatrale e fiabesco.
Etichetta “Sorelle Palazzi” – Chianti delle Colline Pisane 2002

Progetto grafico per l’etichetta di un Chianti: figura femminile ottocentesca e grande “P” floreale, gusto classico con tocco onirico tipico di Musso.
“Cavaliere meccanico” (dipinto incompiuto)

Sagoma di cavaliere su cavallo dai volumi “a griglia”, ruote circolari al posto degli zoccoli; scena sospesa dallo spirito costruttivo.
Progetto collettivo incompiuto — Tancredi, Verga e (anche) Sirio Musso
Un’unica grande tavola pensata come opera corale: più artisti avrebbero dipinto ciascuno una porzione del campo visivo, fino a comporre un’immagine unica. Sirio Musso era tra i partecipanti previsti del progetto; l’impresa però non venne portata a termine e il suo intervento non ci è pervenuto. Per questo oggi presentiamo i due frammenti completati — Tancredi e Vittorio Verga — come testimonianza concreta di quell’idea condivisa.
Tancredi — Frammento da tavola corale


Composizione astratta, lirica e rarefatta su fondo bianco: segni e velature cromatiche fluttuano come particelle in sospensione. Proveniente dalla tavola collettiva, il frammento è stato incorniciato come opera autonoma.
Vittorio Verga — Frammento da tavola corale

Campo geometrico a labirinto nei toni verde-azzurro con innesti neri e bruni, tipico della ricerca segnico-costruttiva di Verga. Anche questo proviene dalla stessa tavola condivisa ed è stato isolato e incorniciato.

* I titoli e le descrizioni delle opere sono stati ideati da me, Cesare Musso (figlio di Sirio), osservando i lavori di mio padre. Ho cercato di interpretare il messaggio che, a mio avviso, desiderava trasmettere attraverso le sue creazioni.