Libri e fonti – Sirio Musso nella letteratura.

Vittorio Emiliani, Gli anni del “Giorno”. Il quotidiano del signor Mattei

Descrizione del libro
Un saggio-memoir di Vittorio Emiliani che ripercorre la nascita e i primi anni del quotidiano Il Giorno (1956), voluto da Enrico Mattei. Tra ricordi di redazione, retroscena editoriali e ritratti dei protagonisti, l’autore ricostruisce come il giornale abbia innovato grafica, impaginazione e linguaggio della stampa italiana.

Cosa racconta su Sirio Musso

  • Viene citato come grafico–artista chiamato per dare al nuovo quotidiano un’immagine moderna; un professionista vicino agli ambienti di Brera, con un approccio creativo che univa arte e progetto grafico (p. 32).
  • Emiliani ricorda una scena chiave: Gaetano Baldacci si chiude con Sirio Musso per impostare la prima prima pagina del debutto de Il Giorno – decidendo gerarchie e apertura, segno del ruolo operativo di Musso nell’identità visiva del giornale (p. 46).
  • È riportato anche un episodio di vita di redazione: durante una fase turbolenta, «forse Sirio Musso» propone un gesto simbolico di solidarietà tra i colleghi (p. 103). L’aneddoto restituisce il clima umano e l’impegno del grafico all’interno del gruppo.

Queste pagine attestano storicamente il contributo di Sirio Musso alla fondazione grafica di Il Giorno e ne fissano, dalla voce diretta di un protagonista, il ruolo nella modernizzazione della stampa italiana. Inserire questo volume documenta, con fonte autorevole, la presenza di Musso nella storia del design editoriale del secondo Novecento.

Gianluigi Melega — Tempo lungo. Addio alle virtù

Memoriale brillante del giornalista Gianluigi Melega, il volume ripercorre ambienti, personaggi e retroscena del giornalismo milanese del dopoguerra. Nelle pagine dedicate agli anni de Il Giorno affiorano episodi di vita di redazione – tra tipografi, direttori e cronisti – raccontati con tono ironico e partecipe.

Dove compare Sirio Musso
Melega cita Sirio Musso in alcuni passaggi come figura ben riconoscibile nella quotidianità del giornale:

  • in un aneddoto conviviale legato alla trattoria “Al Soldato”, dove i commensali scherzano con il famoso “metta in conto a Musso”; nato dalla sua abitudine di offrire pranzi e cene a colleghi e amici. Un gesto di generosità così costante da trasformarsi in modo di dire… e talvolta in consuetudine di cui qualcuno approfittava. L’aneddoto restituisce un Musso prodigo e centrale nella vita sociale del giornale.
  • in un quadro più “interno” sulla tensione tra tipografia e redazione, quando si ricordano riunioni accese con il direttore Rozzoni e i capi reparto.

Gianluigi Melega — Tempo lungo. L’anima m’hai venduto


Un memoir narrativo sulla nascita e i primi anni del quotidiano Il Giorno: redazione, rotocalco, personaggi maggiori e minori, aneddoti fulminanti, linguaggi e innovazioni grafiche che resero il giornale un laboratorio di modernità nella stampa italiana. Melega intreccia ricordi personali e ritratti di colleghi, raccontando il ritmo frenetico delle chiusure, le scelte editoriali e l’atmosfera culturale della Milano degli anni ’50–’60.

Dove compare Sirio Musso
Nel capitolo sulla sezione rotocalco (pp. 107–109) Melega mostra Sirio Musso come regista pratico-creativo delle pagine illustrate: a tarda notte tutti gli chiedono “Sirio, che ci mettiamo in pagina?” e lui orchestra testi, foto e titoli, inventandosi soluzioni quando il materiale manca. Emergono il suo gusto grafico, l’ironia nelle dispute (perfino sulla “natura astratta”) e la capacità di coordinare archivio, fotografi e tipografia — uno dei motori della modernissima impaginazione del Giorno.

* I titoli e le descrizioni delle opere sono stati ideati da me, Cesare Musso (figlio di Sirio), osservando i lavori di mio padre. Ho cercato di interpretare il messaggio che, a mio avviso, desiderava trasmettere attraverso le sue creazioni.