Paola e papà
Una casa, un gesto, uno sguardo.
In questa fotografia, scattata nella casa di famiglia, si respira tutta l’intimità e l’affetto che univa Paola a nostro padre, Sirio Musso. Lei è sulla destra, giovane, sorridente e composta; lui sulla sinistra, con quello sguardo profondo e familiare che tanti ricordano.
Paola ha sempre avuto un legame speciale con nostro padre. Il loro rapporto era fatto di piccoli gesti silenziosi, di complicità sottile e di affetto autentico. Tra loro si avvertiva una stima reciproca, un rispetto profondo, ma anche quella leggerezza affettuosa che solo l’amore tra un padre e una figlia può generare.
Sirio, artista visionario e appassionato, aveva un cuore pieno di tenerezza per i suoi figli, e Paola rappresentava per lui un punto di equilibrio, una presenza rassicurante e amata.
Questa immagine, custodita negli anni, restituisce un frammento di quel legame. È una testimonianza preziosa, non solo della nostra famiglia, ma anche della dimensione privata di un uomo che ha dedicato la vita all’arte e agli affetti più veri.
A Paola, con gratitudine e amore.
COLLEZIONE DI PAOLA
Una scelta di opere di Sirio Musso conservate da mia sorella Paola. Disegno, grafica e visioni surreali si intrecciano, mostrando il lato più intimo e sperimentale dell’artista.

Figura frontale in abito gessato che regge un pesante manubrio all’altezza del volto. Un esercizio di forza “mentale”, tra ironia e rigore.

Il profilo umano è costruito da una costellazione di mani intrecciate: gesto e identità diventano un unico segno.

Un grande albero dalle radici serpentiformi accoglie due bambini. Tenerezza e memoria scolpita nel tratto minuto delle foglie.

Ritratto surreale: la Torre di Pisa si innalza come un cappello, fra prospettiva metafisica e humour.

Grande figura meccanomorfa, fatta di tubi, lamelle e snodi: il corpo come ingranaggio poetico.
La colpa è dello zabajon

Dopo un litigio con la figlia, Sirio Musso le lascia la mattina seguente questo foglio come scusa affettuosa. Due figure caricaturali, tracciate con il suo segno elastico e nervoso, accompagnano la frase “la colpa è dello zabajon”: un modo ironico e tenero per sdrammatizzare e trasformare il conflitto familiare in gioco visivo. Un piccolo capolavoro di umorismo domestico che mostra l’artista nel suo lato più intimo.
Dedica a Paola nel libro I bidelli del Walhalla (1955)


Sirio Musso, seguendo l’abitudine con la figlia Paola di scambiarsi “regali del non-compleanno”, le dona questo volume di Beniamino Dal Fabbro e sulla prima pagina realizza un disegno originale a pennarello, accompagnato dalla scritta “paola musso – sirio musso – ottobre 1955”. Il segno libero e puntiforme costruisce un volto astratto e affettuoso, trasformando il libro in un ricordo di famiglia.
* I titoli e le descrizioni delle opere sono stati ideati da me, Cesare Musso (figlio di Sirio), osservando i lavori di mio padre. Ho cercato di interpretare il messaggio che, a mio avviso, desiderava trasmettere attraverso le sue creazioni.